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martedì 29 gennaio 2013

google e Fedora non si piacciono

Perchè!?
Non c'è niente da fare, dopo una piccola tregua continuano i problemi di instabilità per chrome sul mio pc con fedora 17. Si è sputtanata completamente la sincronizzazione con il server google  dopodi ciò google chrashava in continuazione.
Ma non è solo chrome, google earth difficilmente trova schede che siano compatibili.
Perchè!

Comunque rimuovendo chrome e reinstallando, le cose sono migliorate

mercoledì 22 agosto 2012

Linux non si avvia!

Linux è un sistema robusto ma un "disturbo" hardware comunque può mettere in crisi il SO.
Il mio caso è quello di un HD che funziona male. Nonostante gli avvisi dello SMART mi accanisco a non cambiare il disco e quindi mi è accaduto che un bel giorno mi è apparsa la seguente schermata che mi ha ricordato i tempi di windows.

il sistema ti avverte che il sistema ha il filesystem con problemi e ti chiede di metterli a posto perchè c'è bisogno della supervisione dell'operatore per cancellare e riparare parti di file. Il sistema apre una shell di riparazione "(repair filesystem) 1 #" e aspetta comandi. Comunque se si vuole soprassedere si digita "exit" e fedora prova comunque a fare il BOOT. Nel mio caso il boot va e quindi il problema è abbastanza circoscritto.
Comunque, se si vuole mettere a posto il filesystem
dopo vari tentativi ho trovato il comando giusto
"fsck.ext4 /dev/root"
il sistema mette a posto tutto e sembra che tutto sia tornato normale.
Alla Prossima e evviva fedora!

giovedì 2 agosto 2012

virtualizzare... da remoto!

Aggiornamento4: da fedora18 in poi
http://niranjanmr.wordpress.com/2013/03/20/auth-libvirt-using-polkit-in-fedora-18/

Aggiornamento3: finalmente! Bisogna avviare il servizio ssh sul server fedora che ospita le macchine virtuali: leggendo il blog di darchino.ch bisogna fare tre semplici passi:
1. Installare il pacchetto openssh-server (da root digitare: "yum install openssh-server")
2. Attivare la porta ssh (usando il programma firewall, per farlo partire da terminale digitate "system-config-firewall") mettete quindi la spunta alla porta 22 protocollo tcp
3. Attivare il server ssh sul proprio computer (sempre da root digitare "/sbin/service sshd start")
a questo punto si avvia il demone libvirtd con
libvirtd -d e quindi finalmente parte la connessione sul client
Ora ci sono 2 piccole noie da superare: la connessione o la potenza di calcolo del client sembrano troppo lenti per rendere scorrevole l'utilizzo della macchina virtuale. Teamviewer regola la qualità ottimizzando l'usabilità. Con virtual manager non è possibile. Però rimane la comodità di accendere o spegnere una macchina virtuale da remoto

Aggiornamento2: non riuscivo ad avviare il demone di libvirtd, ecco cosa succede
"# libvirtd -d
libvirtd: errore: Unable to obtain pidfile. Controllare /var/log/messages o eseguire senza --daemon per maggiori dettagli."
Sembrerebbe che il file è occupato da qualche altro applicativo come virtual manager ma invece scopro che non devo usare i privilegi di root per avviarlo.

Aggiornamento1:  http://linux.die.net/man/8/libvirtd

l'idea è questa: hai una macchina potente (server) dove puoi far girare qualche SO virtualizzato senza che l'operatore soffra problemi di appesantimento. Poi hai uno scassone tipo pentium 3 che riesci a far girare con qualche distro light di linux. Il bello sarebbe che lo scassone possa accedere al server e accendersi la macchina virtuale e quindi poter usare Microsoft XP o 7 senza hardware dedicato.
Come si fà?
Incominciamo a dire che server e client devono stare in una LAN
Seconda cosa, devono usare Virtual Machine Manager (VMM): una applicazione sviluppata da redHat
"The application logic is written in Python, while the UI is constructed with Glade and GTK+."
che funziona abbastanza bene sotto fedora
L'applicazione si basa su libvirt e può creare e gestire macchine QEMU, KVM o XEN.
Io ho installato un windows XP su piattaforma QEMU e funziona molto bene, molto meglio di virtualbox (si blocca e fa crashare anche il DE) o vmware (non si installa in fedora).
Insomma installi VMM sul server, ti installi una o più macchine virtuali e hai una console che ti permette di gestirle (accendi, spegni, controlli le risorse in uso). La cosa simpatica è che se chiudi la finestra della macchina e anche la console di VMM la macchina continua ad essere residente in memoria e disponibile a future interrogazioni.
A questo punto installi la console di VMM sul client scassone e quello che ti rimane da fare è un collegamento tramite prot ssh al libvirt-deamon del server per poter gestire da remoto le macchine virtuali come se stessi sul server.
Qui però le cose si fanno difficili, bisogna passare alla riga di comando ed impostare alcuni file di configurazione...
Avendo Fedora17 ho seguito le seguenti istruzioni
http://wiki.libvirt.org/page/SSHSetup
che poi ti deviano sulla seguente pagina
http://wiki.libvirt.org/page/SSHPolicyKitSetup

praticamente bisogna scrivere un file con estensione .pkla
un esempio è quello che ho scritto io che permette all'utente ettore di accedere alla libvirt

[Remote libvirt SSH access]
Identity=unix-user:ettore
Action=org.libvirt.unix.manage
ResultAny=yes
ResultInactive=yes
ResultActive=yes

Leggi gli aggiornamenti ad inizio pagina...

mercoledì 30 maggio 2012

Fedora 17 installazione e confronto con mint11

è da mint 11 che non riesco a trovare una distro linux che mi permetta un upgrade sereno senza rimpiangere mint11. Ho provato e cancellato mint12-gnome; mint12-KDE. Con Mint 11 ho trovato un equilibrio che ho scoperto essere non così facile da raggiungere.
Infatti, per lavoro ho bisogno di macchine microsoft che faccio girare in remoto o in virtuale
Virtualbox non mi basta perchè degli appicativi mi bloccano la macchina virtuale, quindi sono passato a VMWARE che riesce a far funzionare tutto a dovere. Mint ha il pregio di non essere troppo chiuso ed è basato su ubuntu che è il riferimento per le applicazioni più diffuse su linux. Ciò però lo espone ad essere soggetto a possibile degradazioni e instabilità poichè l'utente poco esperto potrebbe combinare casini con privilegi da root.

Ora proverò fedora 17. Di fedora ho una buona opinione, avendola installata sul mio portatile dell che funziona alla grande nonostante abbia un hardware datato (dell latitude 620). A proposito di fedora15, pare sia possibbile fare un upgrade a 17 in maniera abbastanza semplice leggendo questo articolo o forse ancora meglio seguire le istruzioni di quest'altro articolo sul preupgrade

Ritornando a noi, eseguo l'installazione 64 bit da penna usb multistem su hard disk partizionato
tutto procede bene.
Osservazione: la password di root viene impostata durante l'installazione. L'utente che crei è un utente Normale e non Amministratore
Osservazione2: alla fine puoi inviare un report del tuo hardware che però non so dove venga conservato nel disco.

dopo l'installazione conviene seguire le seguenti istruzioni che illustrano le primre azioni da intraprendere dopo l'installazione di fedora. Ciò perchè Fedora è abbastanza integralista e quindi i software nelle sue repositories sono ben collaudati ed opensource. Infatti benchè chromium sia opensource, non è riportato nelle rep perchè non abbastanza stabile. Comunque fedora permette facilmente l'installazione. Da notare che ci sono tre programmi che ti installano una marea di utils e software per rendere più completa fedora.

Giorno2: installo thunderbird senza problemi poi passo a VMWARE e l'installazione mi segnala che un modulo GTK non può essere caricato. Comunque l'installazione si completa ma quando vado ad avviare vmware player lui mi chiede la compilazione di alcuni moduli come ad esempio l'installazione di un virtual network drive e lì fallisce e si ferma. Risultato: non funziona e a me mi serve!

A vuoto la memoria occupata è circa 350M, ed ha un boot velocissimo.

La mia prima impressione è che fedora sia un sistema con le policy di sicurezza rinforzate. Ad esempio, anche con privilegi da root non puoi cambiare cose di sistema se non da terminale. Questo potrebbe essere il motivo per cui vmware non si installa e ho dovuto installare realcrypt (da repositories) che è la versione per Fedora di truecrypt.

Per rendere Fedora più morbido bisognerebbe intervenire sul file sudoers che si può editare solo da terminale con VISUDO.

Io non l'ho fatto, osservo che fino ad ora ho sempre un'alternativa che mi permette di bypassare il problema di non poter usare ROOT nell'ambiente grafico con il vantaggio di installare software più sicuro e affidabile che non compromette il funzionamento della macchina

per installare software un ottimo ausilio sembra essere il portale LINUX PAckages search

Chromium crasha, proverò con chrome, ma ho scoperto che anche firefox ha integrato la sincronizzazione con il web anche se più contorta di chrome

QTIplot non gira su fedora 17

Banshee: non conviene copiarsi il db perchè i percorsi di file potrebbero non corrispondere. Basta che banshee abbia sincronizzato le info del db nei file musicali (vedi nelle preferenze)

Desktop remoto: si usa Vinagre

Origin8: installato con wine, funziona con gli stessi limiti che su mint

contro:
Il sistema di gestione del software è poco user-friendly e non da informazioni sulla popolarità dei software ne si possono commentare i software. E' semplicemente un gestore d'installazione pacchetti

pro:
sistema molto robusto che ti spinge ad usare software opensource che sia altamente affidabile

giovedì 9 febbraio 2012

installare un programma in Linux

Pe chi come me proviene dal mondo windows, una cosa che lascia spesso spiazzati e che fa perdere tempo è l'installazione di programmi.
Enormi passi avanti sono stati fatti ma ancora oggi, alcune volte mi trovo a dover maneggiare file con estensioni improbabili come *.tar.gz oppure .bundle e non ricordo come uscirne fuori.
Conviene annotarsi alcuni esempi pratici
In Mint quindi nelle distro Debian il file .bundle per installare vmware player deve essere eseguito da terminale con il comando "sh"
mentre i tar.gz (per installare truecrypt) una volta scompattanti si possono lanciare con un semplice doppio klick.
In fedora i file rpm possono essere installati con il comando shell

$ Cd Downloads

$ Su-c ‘yum localinstall file.rpm’